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Plebe
Plebe, ti adoro, ancora se feroce. Nei tuoi convulsi di straziarmi tenti,
l'Ate nel cor ti ha fomentato atroce. Strani furor di sangue e rabbie ardenti.
E del tuo cor volubile gli intenti,
Segui tu, fiume senza ripa o foce, ora travolgi i tristi, or gli innocenti
e Cristo muor per te lo stesso in croce. Immenso braccio del lavoro santo
rissoso nembo e Briareo fatale
sei dei profeti tuoi, fascino e schianto. Su! … la Bastiglia abbatti e l'Escuriale
che pur travolto griderò nel pianto. |