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Domenico Salvatore Cigna

CANICATTÌ

POESIE

 

Plebe

Plebe, ti adoro, ancora se feroce.
Nei tuoi convulsi di straziarmi tenti,
l'Ate nel cor ti ha fomentato atroce.
Strani furor di sangue e rabbie ardenti.

E del tuo cor volubile gli intenti,
Segui tu, fiume senza ripa o foce,
ora travolgi i tristi, or gli innocenti

e Cristo muor per te lo stesso in croce.
Immenso braccio del lavoro santo
rissoso nembo e Briareo fatale

sei dei profeti tuoi, fascino e schianto.
Su! … la Bastiglia abbatti e l'Escuriale
che pur travolto griderò nel pianto.